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sabato 2 febbraio 2013

nullitudine

succede che ci siano momentacci nella vita, in cui mi sento impotente, anzi peggio, nulla, totalmente incapace di fare qualsiasi cosa, anche solo di rimanere seduta in riva al fiume a vedere l'acqua che passa.

oggi le belle notizie si sprecavano: mi sono svegliata dopo un sonno ristoratore di 10 ore (beata me!), in piscina un successo, niente mestieri da fare, niente spesa, pizza in lievitazione che sembrava una nuvola (e in effetti è venuta una delizia), è nato il cuginetto e sta benone (anche la mamma, si) nel pomeriggio poi avremmo fatto le frittelle tra amici... cosa desiderare d'altro?
eppure, complice la giornata uggiosa, è bastata una telefonata per rendere tutto questo in parte un ricordo frivolo, in parte ordinaria routine, in parte una cosa inutile: che senso ha gongolare per una fantastica pizza o per delle golosissime frittelle quando ti dicono che lo zio malato si è aggravato e i dottori scuotono la testa?

beh, in effetti visto che lo zio in questione è uno che la vita se l'è goduta, migliore onore per lui sarebbe proprio quello di viverla visto che lui non può far più niente e non di star qui in attesa di un'altra telefonata.
già.
ma succede anche che il sapere di non poterci fare niente ti annienti.
e così mi ritrovo a quest'ora a scrivere cercando di incasellare i pensieri e fare chiarezza, arrivare all'essenziale ricerdando una nuova sintonia con l'Altrametàdelcielo che lo aiuti, almeno un pochino, a non abbattersi di più.

domenica 12 agosto 2012

mmh... OLIMPIADI

immagine presa da qui
ecco, ci risiamo.
ieri sera ho visto la cerimonia di chiusura dei giochi e... ci sono rimasta male.

mentre si svolgeva lo spettacolo, Caprarica e il suo collega Icardi hanno commentato il bilancio di questa edizione: chi ha vinto di più, cosa ha fatto l'italia, chi è stato più bravo, e che bello che quest'anno tutte le delegazioni avevano almeno una donna (che per quanto riguarda i paesi musulmani non è roba da poco, questo va detto), che alcuni paesi hanno avuto più medaglie dalle donne che dagli uomini... una collezione di primati, insomma, ma che mi cascano tutti di fronte all'ennesima occasione persa  per evitare di fare le olimpiadi e dopo le paralimpiadi.

questa cosa non l'ho mai capita: perchè due edizioni di giochi?
è davvero così complicato far coesistere le due realtà?
faccio fatica a crederlo. voglio dire: oggi si nuotano i 100 m? bene. di batteria in batteria fino alle finali, gareggiano tutti gli atleti delle diverse categorie, normodotati e non, prima gli uni e dopo gli altri o viceversa.

non penso sia un problema di strutture: le olimpiadi fanno rimettere tutto a nuovo e per far bella figura di fronte al mondo si costruiscono stadi e palestre sempre più grandi e avveneristiche, chiaramente secondo criteri di rispetto dell'abbattimento di barriere architettoniche proprio per permettere a chiunque di poterle usufruire.
da questo punto di vista la questione è addirittura paradossale: leggi e normative prevedono di tutto perchè tutti possano accedere e poi anzichè metterli tutti assieme e si integrino li dividiamo?

questione di regolamenti e diversi requisiti per normodotati e diversamente abili? mbè? i regolamenti li hanno fatti delle persone, non si possono riformare?
nella mia piccola esperienza di nuoto amatoriale, sono stata ampiamente surclassata da un signore di 'anta anni senza una gamba e in quasi tutte le traversate che ho fatto ha partecipato anche un ragazzo in sedia a rotelle, che, inutile dirlo, è sempre arrivato ore prima di me.
non mi paragono a loro due perchè io non sono un'atleta e non posso competere con loro, ma il fatto che abbiano semplicemente deciso di partecipare mi fa pensare che non fosse affatto un problema per le organizzazioni di questi eventi.

quindi, se ce la fanno loro che devono gestire anche fino a 600 atleti contemporanemente che spesso si perdono nel lago e bisogna andare a riprenderli, perchè non può riuscirci il CIO?????

lunedì 23 luglio 2012

DI GIOCHI E DI SORPRESE

dov'eravate ieri?
noi qui:





ho giocato TUTTO il giorno, e avrei voluto che non finisse così presto, ma tant'è...

grazie1000grazie!

ai nostri amici, a chi li ha aiutati, a chi li ha ascoltati e ha deciso di dar loro la possibilità di organizzare la giornata, a chi ha giocato con me, a chi avrebbe voluto fare tutt'altro ma è venuto lo stesso per qualcuno a cui quale vuole un gran bene, a chi in barba alla timidezza si è messo in gioco.

domenica 15 luglio 2012

(sana) PUBBLICITA'

oh là! così ci siamo.

nuova mise, più ordinata e un po' più da "quaderno degli appunti".
non è proprio come l'avrei voluta, ma d'altra parte più di così per ora non so fare. vedremo poi.

ma oggi non volevo parlare di questo.

dal mio piccolo impolverato (e scagazzato, mannaggia!) abbaino sul mondo volevo farvi conoscere un'iniziativa proposta da alcuni amici (QUI tutti i dettagli).

perchè partecipare?
mettetevi comodi.
1) perchè giocare è sempre bello;
2) perchè quelli del Cristallo dell'Aleph sanno il fatto loro;
3) perchè la location è suggestiva e fresca ed è vicina ad un'ottima gelateria;
4) perchè nelle domeniche estive se non sei in vacanza cosa fai?;
5) perchè è anche per una buona causa;
6) perchè... perchè non facciamo che venite e lo scoprite da soli? non ve ne pentirete!!!

immagine presa da qui

venerdì 6 luglio 2012

questione di spazio

non ce n'è: riguardo ai miei hobby, ho l'istinto della formica.
tendo ad accantonare riserve che prima o poi (o forse mai, aggiunge l'Altrametàdelcielo) potrebbero tornarmi utili; ma ho pure un innato senso da magazziniere, per cui riesco a stivare anche in spazi angusti grandi quantità di materiali.
che dire: sono figlia d'arte! mia mamma ha iniziato a lavorare a maglia a 4 anni e non ha ancora smesso, mio papà è un tuttofare (circa come l'idraulico-tapparellista di "pane e tulipani" - guardatelo, non ve ne pentirete!) perciò in giro per casa ho sempre trovato qualcosa che facesse al caso mio.
presto però ho manifestato idee tutte mie, e la fame di altro tipo di materiali è stata tanta: così, in base all'interesse del momento, mi sono procurata quel che mi serviva, esagerando con le dosi, come se da quel momento in poi non avessi dovuto fare nient'altro che quello. poi scopro un interesse nuovo e bam!
il risultato? armadio imbarcato!

...e (quasi) tutti i miei tesori
il vecchio armadio della nonna...


il "catturapolvere"
fatta questa premessa, non stupitevi del mio patrimonio di fili moulinè - per il quale, grazie alla mia faccia tosta ho circuito mia zia per farmi regalare un cestino di legno da cucito che tanto lei teneva come soprammobile (catturapolvere, lo chiamava mia cugina) - e nemmeno della scatola a due piani che ho personalmente costruito per i fili senza marca e che ho lasciato a mia madre che, lei sì autentica creativa, li usa per fare i ricamini su bavette e maglioncini; per non dire del sacchetto delle matassine per i tappeti, e dell'altra scatolina per il cotone lanato che solo in piccolissima, impercettibile parte è servito per le bomboniere e i libretti del nostro matrimonio.



è un capitale! per fortuna parecchie matassine mi sono arrivate in regalo: sapete no, come funziona? telefona l'amica, dice che ha fatto ordine, che ha deciso che non le userà più, che però ne ha tante, che le dispiace buttarle via, che sa che sei tanto brava e che le usi... cosa volete fare, dire di no?
all'inizio lo stivaggio non era un problema, c'era il cestino di mia mamma, le matasse erano poche, per lo più i colori primari. poi sono arrivati i primi lavori su commissione: per forza ho dovuto comprare altri colori! il fatto è che a chi elabora uno schema non importa se quel colore servirà solo per una decina di punti, e io che ho comprato una matassina da 8 metri di un colore assurdo, me la ritrovo sul groppone.
quindi mia mamma mi ha ceduto il suo cestino...
poi però il cestino non bastava più, così sono passata ad un sacchetto, poi a più sacchetti e poi... poi sono andata a trovare mia zia e il resto lo sapete.

così, mi sono rassegnata all'ineluttabile e, almeno per il moulinè, ho sacrificato uno dei miei cartoni: ho costruito tante scatoline dove riporre i fili in base al 
colore e tah-dah! ecco il risultato:







giovedì 10 maggio 2012

RIECCOMI!!!!

vi sono mancata?
sono passati esattamente 288 giorni dall'ultimo post... tantini, mi pare.

in questi giorni è successo:
- l'acquisto della casa;
- l'organizzazione del matrimonio;
- il matrimonio;
- il viaggio di nozze;
- la richiesta della linea telefonica;
- l'attesa della linea telefonica;
- ancora l'attesa della linea telefonica;
- un finesettimana a Budapest;
- l'influenza dell'Altrametàdelcielo;
- l'influenza che non passa dell'Altrametàdelcielo;
- l'arrivo della linea telefonica;
- il ricovero in ospedale dell'Altrametàdelcielo

non ci siamo fatti mancare niente! ora l'Altrametàdelcielo è tornato a casa, e con lui anche internet e così eccomi qui!
presto posterò qualcosina, per un vero rientro sul blog!



giovedì 26 maggio 2011

storie di fusioni

di solito quando la saponetta è agli sgoccioli, per sfruttarla fino alla fine la appiccico ad una nuova.
stavolta guardate cos'è successo:
 

 è nato un cuore!!!

domenica 15 maggio 2011

NO COMMENT ovvero "cosa ci è toccato sentire..."

cosa non fanno pur di vendere case! cosa non dicono pur di ingolosirti! cosa si lasciano scappare nell'enfasi di convincerti!
ecco una raccolta di chicche che hanno avuto il coraggio di dirci.

dopo aver raggiunto il piano superiore di un appartamento di due piani in modo rocambolesco su una scala di ferro da muratori traballante che neanche il terremoto dell'Aquila, ecco il costruttore sorridente che vanta i pregi della sua creazione:
"questa è la camera dei ragazzi, più grande, perchè adesso c'è la mania di avere anche la scrivania con il computer".
vedendoci poco convinti, sfodera il suo asso nella manica:
"c'è quest'altro che ha anche il giardino: vedete? sono circa 300 metri quadri di verde". bello il giardino, bello grande davvero: la casa invece era poco più di 60 metriquadri...

l'agenzia:
"il salotto non è molto grande, ma si può mettere bene, c'è solo questa chicane per raggiungere la cucina": davvero, uno slalom così a monza se lo sognano!
poi, sempre loro, intuendo il segreto desiderio dell'Altrametàdelcielo di una casa indipendente:
"il villino è meraviglioso: non è molto grande, ma i bagni hanno tutti e due la finestra e poi c'è un balcone che vale tutta la casa" infatti è l'unico posto dove puoi star seduto a gambe distese ed avere ancora due metri dai tuoi piedi al muro; peccato davvero che lì fuori ci puoi stare solo tre mesi all'anno...
di fronte al mio scetticismo, torniamo a vedere appartamenti:
"certo che il secondo bagno è cieco, si fanno così adesso!" ah, buono a sapersi. vi elenco le dotazioni del bagno senza finestra: vasca da bagno, lavatoio e attacco per la lavatrice. ma il peggio deve ancora venire:
"questa è la loggia dove si affaccia la cameretta e il bagno; la camera è un po' buia, ma si può vetrare la loggia così avete uno spazio in più". addio anche all'unico bagno con finestra...

ristrutturazioni: abbiamo visto anche un condominio ricavato in un vecchio edificio rimesso a nuovo. qui hanno abbondato con gli accessori, per fare una cosa molto trendy e valorizzare al massimo la vicinanza con il fosso: "tutti gli appartamenti hanno l'alzatapparelle elettrico da capitolato; qui c'è l'interruttore che chiude tutte le tapparelle simultaneamente, così quando partite per le vacanze non dovete girare tutta la casa per chiuderle. le zanzariere se le volete dovete metterle voi, tanto c'è la predisposizione per l'aria condizionata". vacanze con tutta la crisi che c'è? e avete mai fatto caso alle zanzare della bassa padana? fame, dimensioni, mimetismo e tutto il resto? e d'estate, vorrai mica aprire le finestre per cambiare l'aria? tanto c'è la predisposizione per l'aria condizionata!

e sentite questa:
"è un appartamento carinissimo, vicino al centro, da ristrutturare, costa tot e con una piccola ristrutturazione da cinquemila euro lo sistemate per bene". 80 mq di casa nella quale il corridoio da solo ne occupa venti, ovunque piastrelle color caffelatte con ghirigori tipo giglio di firenze in marrone scuro, cucina larga 120 cm e lunga 3, bagno da 100 x 3, cameretta da 2 x 3, tapparelle a pezzi, salotto con pareti ammuffite e carta da parati extra strong in stile barocco... cinquemila???

c'è poi il problema del nostro letto, che per esigenze di altezza dell'Altrametàdelcielo dovrebbe essere almeno con un materasso da 2 metri:
"vedete, in questa camera ci sta anche l'armadio!" e l'armadio con il letto più lungo? "beh... se fate le ante scorrevoli e passate lateralmente [ricordate le pitture egizie?], dovreste farcela" tanto per la cronaca, la camera ha più spazio tra pavimento e soffitto che tra muro e muro...

altro costruttore, altro esempio di savoir faire: palazzina di un colore che credo nemmeno la tabella da filati da ricamo ce l'abbia, appartamento a piano terra esposto totalmente a nord, con scoperto rinchiuso tra un muro di cinta alto tre metri, lo scivolo di accesso ai box e la siepe dell'autolavaggio, interni piastrellati con piastrelle lucidissime in parvenza marmo di carrara (roba che se percaso un raggio di sole riuscisse a penetrare fin dentro casa, si rimane abbagliati peggio che a guardare la neve in un giorno di sole in montagna) e bagno piastrellato a mosaico in ogni dove. lo sguardo fiero per l'opera accompagna una vocetta stridula che elenca i pregi della casa: "come vedete non c'è il corridoio perchè tanto è uno spazio inutile, la camera dà direttamente sul soggiorno in fianco alla parete cottura; abbiamo fatto il pavimento uguale dappertutto per dare l'idea della continuità. e il bagno è stupendo! vedete, c'è tutto, vasca, doccia, water..." sì, non gli mancava niente a cominciare dai milioni di fughe tra le piastrelle... ah!, naturalmente le micromattonelle del mosaico erano in tinta con il quasi marmo del resto della casa...
ma noi, per non lasciare nulla di intentato, insisitiamo:
"percaso ha altre case da mostrarci?"
"ma ceeeeerto! nella zona che volete voi, ho giusto un palazzo con degli appartamenti ancora vuoti! avete presente quel cascinale giallo ristrutturato da poco [eccome! un contesto meraviglioso, con travi a vista, e mattoni e cotto e ringhiere di ferro battuto... sbav!]? ecco, quello dopo": un cubo bianco con balconi a colonnine... lasciamo perdere, va là!

lunedì 9 maggio 2011

siamo tutti esseri umani...

prima ho knullato, ma ora ringrazio.
dico grazie a chi nella notte un po' per dovere e un po' per motivi suoi ha salvato i naufraghi dell'ennesimo barcone affondato davanti a casa nostra.
non vorrei fare retorica, ma quello che è successo non è che la prova che in fondo siamo davvero tutti uguali.
intanto perchè in mare di notte al buio non ci si vede una mazza, per cui essere bianchi, neri, cristiani o musulmani non fa differenza, non ci si vede punto e basta.
poi perchè quando ti ritrovi nell'acqua fredda qualunque lingua tu parli ti esprimi così: AAARGH!!!!!!!!! (a seguire idiomi in lingua madre che tradotti, ci scommetto quello che volete, voglion dire tutti più o meno "ma porc...").
se poi in acqua ti ci trovi improvvisamente e per disgrazia (barca affondata o scherzo-cretino-del-tuo-amico-deficente-che-crede-di-essere-spitritoso poco importa), l'istinto ti porta a sgambettare come un forsennato alla ricerca di un appiglio qualsiasi.
chi era lì ha fatto l'unica cosa che ha potuto: tirare fuori dall'acqua chi ci si è trovato dentro suo malgrado. sarà stato dovere, sarà stata solidarietà, compassione, paura del senso di colpa... chissenefrega di cosa; l'hanno fatto, sono stati l'appiglio per quelle persone spaventate.
in queste situazioni l'istinto ci porta più in là dei ragionamenti, delle discussioni sul numero massimo di immigrati, del distribuire doveri e responsabilità tra qui, l'europa e il nord africa; e ci fa agire bene.
grazie a tutti voi che eravate lì, magari anche per rispedire e per protestare, ma vi siete tirati su le maniche perchè nessuna famiglia si rompesse e lasciasse indietro parte di sè.

knullo DI NUOVO!!

non pensavo che avrei partecipato di nuovo alla rubrica di navigo a vista, un'altra volta fuori tempo massimo, o quantomeno non immaginavo di farlo così presto.
cos'è successo stavolta?
succede che mi sento un po' sotto pressione con gli allenamenti in vista della traversata a nuoto dello stretto di messina che farò a fine luglio: di nuovo, come l'anno scorso, ho chiesto aiuto a "chi se ne intende", e di nuovo me ne sono strapentita...
è vero che vi ho rotto io i cabbasisi chiedendovi una mano, e grazie mille per la disponibilità, ma mettevi in testa una buona volta che non ho nessun primato da difendere, non mi interessa in quanto tempo farò il percorso, non sono in gara con me stessa nè con altri, non sono la cavia per i vostri esperimenti da coach e lasciatemi nuotare in pace!!!

giovedì 28 aprile 2011

COME FARSI VENIRE LA "FACCIA TOSTA": appendice 2

un titolo per questi altri appunti non ce l'ho, però vediamo se si può tirar fuori qualcosa.
dunque, finora abbiamo trattato delle regole base, del chiedere e dell'autoinvito. ma per dare una visione globale dell'argomento, ritengo sia fondamentale farvi notare che non è tutto-rose-e-fiori come io entusiasticamente non ho fatto altro che trasudare dalle righe dei post precedenti.
dovete sapere che, grazie al mio tatto non proprio diplomatico (non vi ho detto che sono un caterpillar?), alla capacità scarsissimamente sviluppata del capire al volo le situazioni, alla fondamentale insicurezza di base che mi porta ad approfondire ogni cosa per essere proprio sicura di aver capito bene, ho collezionato non solo figuracce ma anche ferite (che fanno ancora più male perchè praticamente autoinferte...).
vi dicevo che bisogna essere pronti anche a sentirsi dire di no, e con "no", intendo l'ampia categoria dei "non volevo" con tutte le declinazioni di tempo verbale note e meno note.
siccome non sono molto capace di astrarre, espongo per esempi e lascio a voi il compito di trarre le conclusioni.
mettetevi comode.
indietro anni fa, all'alba dei miei 14 anni, ho conosciuto un ragazzo che poi ho ferito. ridicolo tirarsi dietro una cosa vecchia così, forse sono troppo sensibile, non so, ma io ho sempre vivo il ricordo dei suoi occhi quando ho detto la fatidica frase e me ne sono andata. niente di romantico, state tranquille, solo che si è trattato di uno di quei momenti realmente autentici che - almeno a me - ti segnano. e con l'Altrametàdelcielo, allora? certo, anche con lui ci sono stati seri momenti di "nonvoglio-nonvolevo-nonavreivoluto-no..." ma, ed è la cosa bella, non finiscono lì, sono come dei gradini di una scala che si superano, sono capitoli chiusi, studiati e imparati, basi nuove per andare avanti. quella prima volta invece no, ho solo girato una pagina senza aspettare di arrivare in fondo a quel che c'era scritto. ed è stata la prima volta che mi sono accorta di avere una lingua più lunga della mia altezza e che il collegamento con il cervello va sempre prima verificato, perchè spesso la spina è staccata...
una volta, sguainato il mio magnifico sorriso per farmi invitare mi è stato risposto di no, in modo non proprio simpatico. ho apprezzato che non mi abbiano detto "un'altra volta", perchè la faccia da ho-succhiato-un-limone-acidissimo li avrebbe traditi, ma fattosta che da allora mai più ho osato prendermi certe confidenze con loro ("loro" sono un'appendice familiare) e i rapporti, già tiepidini, si sono raffreddati di più. parenti serpenti, si dice, però è difficile farsene una ragione...

poi ci sono quei momenti in cui bisognerebbe tirar fuori la lingua, aprire il libro e far scendere liberamente le cataratte: raro che io sia così tempista... così mi ritrovo a lamentarmi con me stessa perchè non ho colto l'occasione che mi veniva data così, su un piatto d'argento. qui direi che ci sta l'ampia gamma delle situazioni lavorative, dove magari, se avessi osato di più, qualcosa di meglio per me avrei ricavato.

che dire?
non si può vivere di rimpianti, e la vita è adesso, come diceva baglioni, per cui fatta la figura, incassato lo scorno, riempito un altro po' il bidone delle cose che vorremmo buttare via ma non si può, si guarda avanti e si cerca di fare tesoro dell'esperienza passata.

martedì 15 marzo 2011

knullo alla grande! DUE PESI E DUE MISURE

con questo post, anche se non è lunedì, anche se ormai è un'iniziativa di qualche tempo fa, aderisco al knulla di navigo a vista.

cosa knullo?
due pesi e due misure: non vale fare bene il proprio lavoro, essere precisi, puntuali, no, questo non paga, perchè la prima volta che non puoi garantire la massima efficienza trovi una collega arrabbiata che pronuncia sermoni su come ci si deve comportare e la mancanza di rispetto fra pari e nei confronti degli utenti.

cara collega arrabbiata, forse invece di accusare chi sta male di fregarsene del suo lavoro e delle sue responsabilità, prima di dire che delira, potresti provare a chiedere come sta e cosa è successo.

io al posto suo non credo che riuscirei a provare sensazioni di disagio "chirurgico".
brava te se ci riusciresti.

mercoledì 2 marzo 2011

partecipo: GIVEAWAY, FEEDBACK


la proposta di Vogliounamelablù è impegnativa, ma ci provo lo stesso a mettere assieme un pensiero logico sull'argomento.
così, ho preso spunto dalla sua partenza e mi sono guardata anche io le statistiche, scoprendo che anche nel mio caso i più letti sono proprio i tutorial creativi. non poteva essere diversamente, d'altra parte: il mio è un blog di tutorial!
almeno così l'avevo inteso all'inizio. m'immaginavo una sorta di mega album interattivo dove conservare i miei progetti, una specie di rubricona divisa per grandi argomenti tipo: "fatto", "farò", "bella idea!", "questo no"...
poi mi sono scontrata con la realtà:
1- non so usare la piattaforma come vorrei;
2- o esprimo la mia creatività, o scrivo post.
Il fatto è che il blog, lungi da metter ordine ai miei lavori, in realtà li incasina perchè non avendolo pianificato bene fin dall'inizio (non avevo le idee chiare in proposito) ora mi trovo con tutto da tutte le parti. non solo: quando realizzo un progetto, il dovermi interrompere ogni minuto per fotografare i vari passaggi mi innervosisce perchè perdo la concentrazione. insomma, mi sembra che le cose che faccio siano in funzione del blog, e non viceversa.
e poi è un doppio lavoro: sapete quanto tempo ho impiegato a cucire il portafili da ricamo? un pomeriggio. e quanto tempo per scriverne il tutorial? una giornata. dedicata ad una cosa vista 320 volte (peeerò!), da persone che manco so chi sono e per la quale ho rinunciato a stare un po' con l'Altrametàdelcielo.
ma allora, che senso ha tenerlo? perchè pubblicare le mie cose in internet?
certo, mi fa piacere essere utile a qualcuno con le mie idee (molte delle quali in realtà non sono affatto originali), e non nascondo che leggere i commenti mi diverte ed è appagante; come pure gongolo quando vedo un nuovo iscritto (14 in meno di un anno non me li aspettavo proprio: grazie a tutti! - donne! c'è anche un uomo tra voi!).
e poi leggo sui blog che seguo post strani, molto seri rispetto a quelli scanzonati sull'ultima opera di piccoli artisti in erba: vi ammiro blogger, che sapete scrivere con una capacità di sintesi che io non ho, che parlate di cose profondamente vostre, che in qualche modo riuscite a guardare il vostro quotidiano da una distanza tale che vi consente di guardarvi anche dentro.
ci provo, ogni tanto anche io piazzo qui e là qualcosa di “strano”, e mi sento strana, e mi chiedo perchè poi ci sono finiti anche post che non c'entrano niente con il mio proposito iniziale: ci ho riflettuto, ma non troppo, perchè la risposta è arrivata subito. In fondo, contrariamente a come mi sento spesso, non sono scindibile, chichi è il caterpillar che parte in tromba coi suoi lavoretti per poi accorgersi a metà dell'opera che se avesse fatto in quell'altro modo avrebbe risparmiato tempo, fatica e soldini; che macina vasche per fare le traversate; che canta nel coro con le sue amiche; che fotografa alla male-e-peggio; che ha riservato un attico superaccessoriato di tutti i comfort nel proprio cuore apposta per l'Altrametàdelcielo che mi ama anche per le mie stramberie.
ecco che senso ha avuto aprire e tenere un blog: anche se non in ordine come avrei voluto, mi aiuta a tenere insieme i pezzi... direi che non c'è male!
la piazza armi e bagagli, come dichiarato in fondo in fondo alla pagina, è un posto per il libero scambio delle idee: i commenti sono graditi e benvenuti ma non ne ho mai ricevuti molti. peccato, mi sarebbe piaciuto conoscere almeno un pensiero di chi ha speso del tempo qui in piazza, come pure mi piacerebbe che prendesse vita una "conversazione" di approfondimento. non è facile perchè questo succeda: ci vuole il post giusto, l'argomento giusto, l'aver qualcosa di sensato da dire... tutto sommato la vedo più un'attività da forum che non da blog. personalmente penso che se i commenti si limitano ad un "sono d'accordo, mi piace, brava, complimenti..." senza una parolina di più ci sia ben poco da approfondire, e allora tanto vale non farli.
penso pure che sia più facile commentare un lavoretto piuttosto che un pensiero, specialmente se condiviso: magari c'entra con la nostra cultura, ma sembra quasi che ci si senta in dovere di fronte ad un manufatto di dire che è carino (anzi, no: carinissimo!); e se una cosa non piace, semplicemente stiamo in silenzio. un pensiero invece è una cosa che non tocchi, non lo guardi, per commentarlo devi farlo tuo, lo devi capire prima, altrimenti come fai a decidere se sei d'accordo o no? c'è un processo di elaborazione non proprio immediato.
così i post seri li leggo e rileggo, quasi mai li afferro al volo e spesso riesco a capirne il senso solo dopo un po' (non è che scrivete arabo, è che io sono un po' lenta su queste cose) e commentarli a quel punto mi sembra un'azione fuori tempo massimo. ogni tanto però il mio neurone si velocizza e capisco, così oso e mi lancio (peccato che esprimere la faccia tosta in scrittura sia più complicato!): e meravigliosamente si aprono nuovi orizzonti.

lunedì 24 gennaio 2011

NUCLEARE? anche no

ho una domanda: che ce ne facciamo del nucleare?
premetto che non sono contraria a priori: sono consapevole che avere centrali a cento km dai nostri confini non ci mette al riparo dalle conseguenze tipo chernobyl e anche a me piace usare la corrente quanto e quando ne ho voglia. però vorrei davvero capire: gli uomini che girano per casa (cioè: l'Altrametàdelcielo, papà e fratellone) mi hanno spiegato che è il tipo di energia con la resa più alta, il che tradotto in soldoni abbatterebbe il costo dell'energia.
mh...
ricordo poco la geografia della scuola, ma so per certo che non abbiamo giacimenti di uranio, il che vuol dire che di nuovo, al pari del petrolio, dobbiamo comprare altrove la materia prima; poi c'è il piccolo problema che le centrali le dobbiamo costruire in un luogo sicuro, "idrogeologicamente" stabile e solido... ma il nostro territorio E' a rischio idrogeologico (così almeno ci hanno spiegato i geologi all'indomani dei recenti terremoti...); e le scorie, dove le mettiamo? non riusciamo nemmeno a sistemare i rifiuti di napoli!
ma siamo così sicuri che ci costi meno il nucleare?
e poi, ci arriviamo adesso, a decenni di distanza rispetto ai paesi che ci hanno preceduto: per colmare questo gap, ci vorranno parecchi soldi, e non è detto che si recuperi l'investimento: se sulla benzina il costo della materia prima incide per meno della metà perchè il resto sono solo accise e tasse anche antiche, tipo quella per finanziare la campagna d'etiopia, se tanto mi dà tanto, per quanto tempo dovremo pagare l'investimento sostenuto per realizzare il nucleare?
forse potremmo vendere l'energia prodotta all'estero, ma, se i nostri vicini di casa ne hanno così tanta che la vendono, cosa se ne farebbero della nostra?
l'ultima cosa che mi lascia perplessa, è che non ci venga chiesto il parere in proposito: anni fa c'è stato un referendum che ha detto NO al nucleare, ed ora? non importa più sapere se abbiamo cambiato idea rispetto a vent'anni fa?

giovedì 2 dicembre 2010

QUALCUNO DA AMARE...

ho realizzato una cosa: non sempre afferro consapevolmente l'amore dell'Altrametàdelcielo.

scherzavamo tra colleghe, e il dialogo più o meno è stato così:
I: a me non mi piglia nessuno
S: eh già, hai un caratteraccio
I: ma parla per te!
C: beh, un brutto carattere mica impedisce una relazione
S: manco l'aiuta però
C: boh, so solo che certe volte mi do fastidio da sola, eppure lui c'è e mi sopporta... mi vuole proprio bene

già, è stato come un flash, come se per un momento fossi fuori da me e mi stessi ascoltando; in quel momento ho realizzato consapevolmente il suo amore per me... e sono felice!

grazie di esistere!
il suo regalo per il mio compleanno

sabato 27 novembre 2010

PROBLEMI CONCRETI PER GENTE ABITUATA A VOLI PINDARICI

gli opifici della piazza armi e bagagli, a dispetto della crisi, lavorano a pieno regime: ecco alcune foto dei work-in-progress:

il tendone da circo...
qualche anima da rilegare...
il quadretto da finire per Natale
(sono ormai più avanti di così, ma rimane ancora tanto da crocettare!)

c'è poi il tappeto a punto croce che prima o poi pubblicherò, il resto degli indumenti per l'aereo (mancano ancora il berretto e la sciarpa...), il rosario di molliche di pane di mia mamma che ho rotto circa 5 anni fa e che non le ho ancora sistemato, l'ingrandimento di una foto di mio papà e dei suoi fratelli, i quadretti dei motti a punto croce, la scatola per i miei segnalibri, i quadrati di lana per la coperta, i quadrati di stoffa per l'altra coperta...
ebbene, qual è il problema?
il problema è che mi prudono troppo le mani, comincio lavori che poi finirò boh? salto da una cosa all'altra così mi ritrovo con 50 progetti cominciati e che poi non so quando finirò...
temo che parte dei work in progress mi seguiranno là dove andremo; e visto che anche gli hobby dell'Altrametàdelcielo sono piuttosto ingombranti, mi chiedo: quanto grande dovrà essere la nostra casa per farci stare tutto?






lunedì 27 settembre 2010

UNA COPPA DA... RE!

C'era una volta, e c'è ancora, nel reame di Nonsodovia, un castello con il portone verde.
Nel castello, vive la famiglia Gugrò: padre, madre, un bimbo grande, uno piccolo, una tartaruga e qualche pesciolino rosso. Nel castello di Gugrò però ci sono anche tante altre cose... singolari.
C'è una nave di pirati ormeggiata in mezzo al tappeto, un drago addormentato appollaiato su un album, un pallottoliere che continua a far di conto, una giungla dentro l'armadio e una porsche che sfreccia sotto i letti.
E si serve un buonissimo tè che si chiama come uno scioglilingua.
Una sera buia e tempestosa, due impavidi apparente noncuranti della pioggia battente, si presentano al maniero.
"chi è?", chiede prudente mamma Gugrò
"siamo noi", rispondono spavaldi i due.
E dopo aver aperto tutte le mandate del portone verde, ecco apparire il bimbo grande con un timido sorriso e subito dopo mamma Gugrò, tutta sorridente pure lei.
Il fermento è nell'aria e bimbo grande non si trattiene:
"tiabbiamofattounregalovieneavederedilà!"
E balzellon balzelloni porta una coppa d'oro e d'argento, tempestata di diamanti, rubini e smeraldi, decorata con fregi di fauna lacustre.
E davanti ad una fetta di torta con la marmellata dei frutteti dei Gugrò e una tazza di tè fumante, un brindisi alla Nobile dei Laghi!!!


p.s.: GRAZIE Pulce!

domenica 26 settembre 2010

DADI.COM

Devo dare una brutta notizia: quest'anno a Crema non ci sarà "Dadi.com".
A beneficio di chi non sa di cosa sto parlando, spiego brevemente: è una manifestazione per appassionati di soldatini e giochi di simulazione, giochi di ruolo e giochi intelligenti: nei due giorni di permanenza presso l'università con libero accesso durante tutto il giorno, si può guardare, imparare, giocare, comprare, scambiare, vendere tutto quello che riguarda il mondo dei soldatini e dei giochi di simulazione e tanto altro.
Mi piaceva, eccome.
Osservare i giocatori concentrati nello studio delle mosse di attacco e di difesa dei loro soldatini, guardare cosa hanno saputo costruire i più piccoli coi mattoncini Lego e cosa invece hanno fatto i grandi (una pen-drive incastrandola in un mattoncino rosso da 16 pallini, per esempio), sfidare un nonno di quasi ottant'anni (e farsi stracciare) ad un gioco da scacchiera molto semplice ma intrigante, partecipare ad una sessione di volo con il fly simulator mentre in cuffia un appassionato finge di essere la torre di controllo che dirige il tuo atterraggio, cercare nel mercatino dell'usato il gioco in scatola che ora non si trova più e che tua mamma ha regalato a qualcuno quando eri piccola "x' tanto ormai sei grande!", riempirsi occhi e cuore nello scoprire che gli adolescenti sanno essere molto più maturi dei loro padri quando si tratta di giocare, accucciarsi accanto a un bambino che impara a far girare una trottola seguendo gli insegnamenti di un ragazzo molto paziente, rispolverare francese e inglese per comunicare con gli espositori stranieri (vengono persino dal Belgio)...
mi mancherà tutto questo.
E sapete x' non si farà? come al solito per una questione di soldi: il comune non può dare il suo contributo, peraltro irrisorio a fronte del ricavo complessivo: tanto per dare un'idea, l'anno scorso ha versato 5000 euro contro i 90000 (sì, le cifre sono proprio queste) rientrati e 7000 visitatori.
Leggendo qui e là, fra l'altro, salta fuori che il comune comunque ha trovato i fondi per altri progetti, un po' discutibili, direi...

venerdì 14 maggio 2010

dalla parte dei bambini

oggi solo un link.

a parte la retorica, credo che dica cose sagge.

buona lettura!

venerdì 30 aprile 2010

messaggio per vogliounamelablu

accidenti...

in questi giorni, dopo aver fatto una cosa bellissima (un bimbo, il cui nome d'arte è Ciccetto), Vogliounamelablu è finita per l'ennesima volta in ospedale, x' per l'ennesima volta uno dei suoi polmoni ha deciso che stare bene adeso alla pleura non è cosa per lui... e così, dopo aver vissuto uno dei momenti più felici della sua vita, le è toccato pagare un biglietto caro e salato.

oh, lei è forte come una roccia, dura da abbattere, e sono certa che ce la sta mettendo tutta per ritornare prima che si può da pulce, angu e ciccetto.
però anche le rocce hanno i loro punti deboli, come tutti i minatori sanno bene.
ed è proprio a loro che mi rivolgo: FUORI DAI PIEDI!!!
e tu, tu fai vedere loro chi sei.

in bocca al lupo!
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