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venerdì 6 luglio 2012

questione di spazio

non ce n'è: riguardo ai miei hobby, ho l'istinto della formica.
tendo ad accantonare riserve che prima o poi (o forse mai, aggiunge l'Altrametàdelcielo) potrebbero tornarmi utili; ma ho pure un innato senso da magazziniere, per cui riesco a stivare anche in spazi angusti grandi quantità di materiali.
che dire: sono figlia d'arte! mia mamma ha iniziato a lavorare a maglia a 4 anni e non ha ancora smesso, mio papà è un tuttofare (circa come l'idraulico-tapparellista di "pane e tulipani" - guardatelo, non ve ne pentirete!) perciò in giro per casa ho sempre trovato qualcosa che facesse al caso mio.
presto però ho manifestato idee tutte mie, e la fame di altro tipo di materiali è stata tanta: così, in base all'interesse del momento, mi sono procurata quel che mi serviva, esagerando con le dosi, come se da quel momento in poi non avessi dovuto fare nient'altro che quello. poi scopro un interesse nuovo e bam!
il risultato? armadio imbarcato!

...e (quasi) tutti i miei tesori
il vecchio armadio della nonna...


il "catturapolvere"
fatta questa premessa, non stupitevi del mio patrimonio di fili moulinè - per il quale, grazie alla mia faccia tosta ho circuito mia zia per farmi regalare un cestino di legno da cucito che tanto lei teneva come soprammobile (catturapolvere, lo chiamava mia cugina) - e nemmeno della scatola a due piani che ho personalmente costruito per i fili senza marca e che ho lasciato a mia madre che, lei sì autentica creativa, li usa per fare i ricamini su bavette e maglioncini; per non dire del sacchetto delle matassine per i tappeti, e dell'altra scatolina per il cotone lanato che solo in piccolissima, impercettibile parte è servito per le bomboniere e i libretti del nostro matrimonio.



è un capitale! per fortuna parecchie matassine mi sono arrivate in regalo: sapete no, come funziona? telefona l'amica, dice che ha fatto ordine, che ha deciso che non le userà più, che però ne ha tante, che le dispiace buttarle via, che sa che sei tanto brava e che le usi... cosa volete fare, dire di no?
all'inizio lo stivaggio non era un problema, c'era il cestino di mia mamma, le matasse erano poche, per lo più i colori primari. poi sono arrivati i primi lavori su commissione: per forza ho dovuto comprare altri colori! il fatto è che a chi elabora uno schema non importa se quel colore servirà solo per una decina di punti, e io che ho comprato una matassina da 8 metri di un colore assurdo, me la ritrovo sul groppone.
quindi mia mamma mi ha ceduto il suo cestino...
poi però il cestino non bastava più, così sono passata ad un sacchetto, poi a più sacchetti e poi... poi sono andata a trovare mia zia e il resto lo sapete.

così, mi sono rassegnata all'ineluttabile e, almeno per il moulinè, ho sacrificato uno dei miei cartoni: ho costruito tante scatoline dove riporre i fili in base al 
colore e tah-dah! ecco il risultato:







giovedì 28 aprile 2011

tutorial: SCATOLA PORTAFILI DA RICAMO


Rieccomi qui!
Allora, cosa ho fatto di bello in questo periodo?
Dunque, nell'ordine:
  • le tovagliette americane patchwork/pile per la colazione;
  • una scacchiera;
  • le prolunghe dei piumoni;
  • ho ripreso il tappeto a punto croce;
  • la scatola per i fili del tappeto.
Tutti tutorial?
Beh, quasi.
Oggi vi spiego la scatola.

Ecco dove tengo i gomitoli di lana che mi occorrono per il tappeto:

si tratta di un cesto, sul quale ho
appoggiato un canovaccio, sul quale
sono messi i gomitoli, sui quali ho
appiccicato un post-it con il simbolo
di riferimento dello schema.
Stufa di ribaltare ogni volta il
cestino per cercare il colore giusto,
ho pensato di creare un altro





Occorrono:
  • una scatola da scarpe con il coperchio;
  • fogli di carta da riciclo: ho usato degli A4 scritto solo su una facciata;
  • nastro biadesivo oppure colla se si vuole fare una cosa un po' più rifinita;
  • forbici.


1- come prima cosa, prepariamo il contenitore: nel mio caso, siccome il fondo era un po' sporco per via delle suole delle scarpe che vi erano riposte, ho preferito ricoprirlo con la carta. Ho incollato lungo il perimetro dei pezzi di biadesivo e poi sopra ci ho messo la carta. La scatola è un po' più stretta dell'A4, così ho ripiegato un pochino i fogli sul lato lungo. Se vi va, potete tagliarli in misura; io ho preferito lasciarli perchè non avevo voglia di complicarmi troppo la vita (tanto sarà un accessorio a perdere terminato l'utilizzo: già, non credo che farò altri tappeti dopo questo!) e anche perchè in questo modo si crea tipo uno “zoccolino”, che dovrebbe ostacolare l'eventuale passaggio della polvere del fondo fino alla superficie sopra il foglio a contatto con la lana.


2- ripetiamo l'operazione sulla faccia esterna del coperchio: biadesivo, carta stavolta in misura, e poi con le forbici usate a mo' di punteruolo facciamo un tot di buchi (nel mio caso 15) ad una certa distanza tra loro in modo da distribuirli lungo tutta la superficie.




3- infiliamo ad uno ad uno i
gomitoli dentro la scatola facendo
uscire il capo del filo da un buco
e segniamo con un pennarello il
simbolo corrispondente allo schema
vicino al buchetto.

Tah-dan!

Bruttina, ma funzionale.




Volendo fare una cosa non raffazzonata, si potrebbe realizzare una scatola così:

l'ho pensata aperta e distendibile in modo da poterla riporre in minor spazio quando non occorre.

Un'altra idea potrebbe essere quella di cucire un sacco e riempirlo di buchi da rifinire con degli occhielli metallici (così il filato scorre meglio). I gomitoli vanno poi riposti uno ciascuno dentro un sacchettino (tipo quelli quelli dei collant) chiuso ma in modo che il filo possa scorrere da un'apertura (a pensarci bene, l'idea dei sacchettini potrebbe essere funzionale anche per la scatola).
Poi, per sapere il riferimento sullo schema, sotto ogni foro del sacco di stoffa, appuntate con un ago di sicurezza un cartoncino con il simbolo.
Volendo potreste cucire una striscia di cartoncino lungo tutto il perimetro, ma non so se sarà pratico perchè il sacco, essendo morbido, si deforma facilmente e potrebbe rompere la striscia.

Che dire? Se volete provarci, fatemi sapere!

lunedì 1 novembre 2010

tutorial: ASTUCCIO PORTA FILI DA RICAMO

chichi: passione ricamo!
per natale regaleremo ai genitori dell'Altrametàdelcielo un quadretto a punto croce per la porta della loro camera:
è parte di una illustrazione di JB Monge si chiama "bouilleurs de cru" 

devo premettere due cose:
- la prima è che, contrariamente a quanto è la prassi delle ricamatrici serie, non ho mai usato gugliate corte (detesto saldare i fili!) nè tantomeno ho tagliato a metà le matassine da ricamo (cioè la lunghezza ideale delle gugliate) x' mi sembra di "rovinarle" e di pregiudicarne l'utilizzo per altri scopi. per la cronaca, si dovrebbe fare così per avere il filato sempre perfetto: infatti ad ogni passaggio attraverso la tela esso si spela, rischia di sporcarsi e di perdere alcune caratteristiche di lucentezza, e rischia di aggrovigliarsi; se poi fosse necessario disfare parte del lavoro per un errore, il filato consumato x' troppo lungo lascia un alone di pelucchi difficile da togliere.
- nel corso degli anni, ho accumulato tante matassine ma di marche diverse. in genere però gli schemi si rifanno ad una marca sola in particolare, della quale forniscono i codici colore. esistono diverse tabelle di corrispondenza dei codici delle diverse marche (per esempio, il rosso DMC 666 corrisponde al codice 46 di Anchor), per cui quando voglio realizzare un ricamo, controllo quali colori ho già basandomi su queste tabelle e appuntando a lato della legenda simboli-colori dello schema le eventuali mie variazioni.
finora, quando mi sono ritrovata a ricamare soggetti ricchi di sfumature, raccoglievo tutte le matassine in un sacchetto nel quale mi si mischiava tutto ed ogni cambio di colore era un disastro: non so quanto tempo ho perso tutte le volte per cercare il colore che mi serviva in quel momento e a controllare se percaso c'era un avanzo di gugliata in mezzo al casotto... non sapevo dell'esistenza di organizer per fili finchè non li ho visti ad Abilmente, ma sono strutturati appunto per le esigenze della normale prassi di cui sopra;
e così, mi è venuta un'idea: farmi una custodia dove riporli in modo ordinato, farla di stoffa in modo da poterci appuntare gli avanzi di gugliate e munirla anche di uno spazio dove scrivere i riferimenti per lo schema.
tah-dan!
 

ecco cosa occorre:
- 1 rettangolo di pannolenci oppure feltro misure: 50x30 cm (ho scelto questo tipo di stoffa x' non ha bisogno di essere orlato per impedire che si sfilacci - meno lavoro, quindi... - e x' il pelo fa attrito e contribuisce a tenere più fermi i filati di cotone)
- 1 rettangolo di altra stoffa misure: 50x30 cm;
- 2 elastici (tipo mutande) alto 1 cm lunghi ciascuno 46 cm;
- 2 strisce di cartoncino bianco misure: 40x3,5 cm;
- 160 cm di sbieco (+ altri 60 cm se lo utilizzate anche come chiusura);
- 60 cm di nastro/fettuccia (facoltativo)
- colla liquida tipo uhu;
- gesso da sarto o pastello in colore contrastante con il pannolenci;
- righello, forbici, taglierino e metro da sarto

ed ecco come si fa:
- sul rovescio del pannolenci (cioè la parte meno pelosa) tracciate col gesso/pastello questi riferimenti:
 
NB: se tagliate i rettangolini delle finestre con il taglierino, potete utilizzare poi le strisce per i nastri di chiusura (che è quello che ho fatto io); altrimenti, se preferite, potete utilizzare della fettuccia, o altri nastri (io ne stavo per usare uno dell'erbolario) o lo sbieco di contorno opportunamente cucito su sè stesso.
- sul dritto (la parte più pelosa del panno) sistemare un elastico, infilando nelle fessure le estremità. volendo fare le cose per bene (e non sull'onda dell'entusiasmo come ho fatto io...), dovreste imbastire l'elastico in modo che stia fermo durante la cucitura; altrimenti, passate subito alla cucitura a macchina.
- proprio come gli astucci dei bambini (quando ero piccola c'erano quelli che occupavano metà banco quando erano aperti; ora so che li fanno compatti a più piani: condomini di pastelli e pennarelli), l'elastico è fermato ogni tot da una cucitura; io ho calcolato un intervallo tra una cucitura e l'altra di 1,5 cm e per non continuare a tagliare il filo e poi saldarlo per 56 volte (tanti sono gli spazi che si creano in tutto), ho deciso di fare una cucitura unica a serpentina:
come ho fatto a calcolare 1,5 cm cucendo?
con il metro da sarto appoggiato sulla tela a sinistra del piedino della macchina da cucire a mò di guida. certo, così gli spazi non sono tutti regolari, ma questo, anche se esteticamente non sarà un gran che, permette però di poter infilare anche le matassine già usate e quindi più sottili senza che scivolino fuori dalla sede.
altrimenti, volendo fare un lavoro più preciso e meno... casereccio, con riga e gesso/pastello/imbastitura si segnano tutti i riferimenti; certo ci vuole più tempo e considerato l'uso finale, secondo me si può fare a meno di tanta meticolosità (sempre che non se ne debba fare un regalo o che non si voglia proprio una cosa perfetta)
- fate la stessa cosa per l'altro elastico.

ora la parte difficile: sistemare i cartoncini.
le finestre tendono a deformarsi, così ho fatto in questo modo:
- ho steso bene il panno con il ROVESCIO verso l'alto sulla base da taglio che è suddivisa in tante righe e quadratini di riferimento; se non ce l'avete, utilizzate un cartone sul quale avrete disegnato il rettangolo 50x30 e la posizione delle finestre.
- poi ho cosparso di colla i bordi esterni e ci ho incollato sopra i cartoncini
come vedete dalla foto, io ho sistemato prima i cartoncini e dopo gli elastici, ma così le cuciture degli elastici sono state un tormento, perchè i cartoncini sono rigidi e intralciano parecchio durante la cucitura a serpentina degli elastici con la macchina da cucire

- poi, sul DRITTO, ho cucito tutt'attorno alle finestre
 - dopodichè, con righello e biro con punta fine, ho suddiviso il cartoncino in tanti spazi, corrispondenti alle cuciture dell'elastico, e sempre con la penna li ho anche numerati in alto a sinistra (giusto per sapere con quanti colori si ha a che fare)
- ho poi saldato tutti i fili sul retro del panno.
- poi, rovescio contro rovescio, ho cucito assieme lungo tutto il perimetro il panno e l'altra stoffa e poi ho imbastito tutt'attorno lo sbieco e i nastri. ho cucito a macchina, saldato i fili e tolto l'imbastitura.

ora non rimane che adoperarlo:
dopo aver posizionato una matassina per spazio sotto l'elastico, nella casella corrispondente ho disegnato a matita il segno grafico di riferimento adottato nello schema. a lavoro terminato, non rimane che riporre le matassine al solito posto e cancellare i segni a matita e riempire l'astuccio per il nuovo ricamo!

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