Eh sì,
l'avevo sfangata fino ad ora, ma dovevo sentirmelo che non poteva
durare... ho confuso un paio di pantaloni rossi con un altro, e paf! ora
non ho più magliette bianche. L'Altrametàdelcielo invece ha rinnovato
il suo guardaroba di biancheria intima con un certo numero di mutande
rosa; per sua fortuna, non frequentando palestre e simili, non è
costretto a condividere con nessun altro questo particolare.
Il
fattaccio però mi dà un'idea: e se si lavassero di proposito capi che
lasciano il colore per rinnovare / ravvivare altri un po' smunti?
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martedì 7 agosto 2012
venerdì 6 luglio 2012
questione di spazio
non ce n'è: riguardo ai miei hobby, ho l'istinto della formica.
tendo ad accantonare riserve che prima o poi (o forse mai, aggiunge l'Altrametàdelcielo) potrebbero tornarmi utili; ma ho pure un innato senso da magazziniere, per cui riesco a stivare anche in spazi angusti grandi quantità di materiali.
che dire: sono figlia d'arte! mia mamma ha iniziato a lavorare a maglia a 4 anni e non ha ancora smesso, mio papà è un tuttofare (circa come l'idraulico-tapparellista di "pane e tulipani" - guardatelo, non ve ne pentirete!) perciò in giro per casa ho sempre trovato qualcosa che facesse al caso mio.
presto però ho manifestato idee tutte mie, e la fame di altro tipo di materiali è stata tanta: così, in base all'interesse del momento, mi sono procurata quel che mi serviva, esagerando con le dosi, come se da quel momento in poi non avessi dovuto fare nient'altro che quello. poi scopro un interesse nuovo e bam!
il risultato? armadio imbarcato!
fatta questa premessa, non stupitevi del mio patrimonio di fili moulinè - per il quale, grazie alla mia faccia tosta ho circuito mia zia per farmi regalare un cestino di legno da cucito che tanto lei teneva come soprammobile (catturapolvere, lo chiamava mia cugina) - e nemmeno della scatola a due piani che ho personalmente costruito per i fili senza marca e che ho lasciato a mia madre che, lei sì autentica creativa, li usa per fare i ricamini su bavette e maglioncini; per non dire del sacchetto delle matassine per i tappeti, e dell'altra scatolina per il cotone lanato che solo in piccolissima, impercettibile parte è servito per le bomboniere e i libretti del nostro matrimonio.
è un capitale! per fortuna parecchie matassine mi sono arrivate in regalo: sapete no, come funziona? telefona l'amica, dice che ha fatto ordine, che ha deciso che non le userà più, che però ne ha tante, che le dispiace buttarle via, che sa che sei tanto brava e che le usi... cosa volete fare, dire di no?
all'inizio lo stivaggio non era un problema, c'era il cestino di mia mamma, le matasse erano poche, per lo più i colori primari. poi sono arrivati i primi lavori su commissione: per forza ho dovuto comprare altri colori! il fatto è che a chi elabora uno schema non importa se quel colore servirà solo per una decina di punti, e io che ho comprato una matassina da 8 metri di un colore assurdo, me la ritrovo sul groppone.
tendo ad accantonare riserve che prima o poi (o forse mai, aggiunge l'Altrametàdelcielo) potrebbero tornarmi utili; ma ho pure un innato senso da magazziniere, per cui riesco a stivare anche in spazi angusti grandi quantità di materiali.
che dire: sono figlia d'arte! mia mamma ha iniziato a lavorare a maglia a 4 anni e non ha ancora smesso, mio papà è un tuttofare (circa come l'idraulico-tapparellista di "pane e tulipani" - guardatelo, non ve ne pentirete!) perciò in giro per casa ho sempre trovato qualcosa che facesse al caso mio.
presto però ho manifestato idee tutte mie, e la fame di altro tipo di materiali è stata tanta: così, in base all'interesse del momento, mi sono procurata quel che mi serviva, esagerando con le dosi, come se da quel momento in poi non avessi dovuto fare nient'altro che quello. poi scopro un interesse nuovo e bam!
il risultato? armadio imbarcato!
| ...e (quasi) tutti i miei tesori |
| il vecchio armadio della nonna... |
| il "catturapolvere" |
è un capitale! per fortuna parecchie matassine mi sono arrivate in regalo: sapete no, come funziona? telefona l'amica, dice che ha fatto ordine, che ha deciso che non le userà più, che però ne ha tante, che le dispiace buttarle via, che sa che sei tanto brava e che le usi... cosa volete fare, dire di no?
all'inizio lo stivaggio non era un problema, c'era il cestino di mia mamma, le matasse erano poche, per lo più i colori primari. poi sono arrivati i primi lavori su commissione: per forza ho dovuto comprare altri colori! il fatto è che a chi elabora uno schema non importa se quel colore servirà solo per una decina di punti, e io che ho comprato una matassina da 8 metri di un colore assurdo, me la ritrovo sul groppone.
quindi mia mamma mi ha ceduto il suo cestino...
poi
però il cestino non bastava più, così sono passata ad un sacchetto, poi
a più sacchetti e poi... poi sono andata a trovare mia zia e il resto
lo sapete.
così, mi sono rassegnata all'ineluttabile e, almeno per il moulinè,
ho sacrificato uno dei miei cartoni: ho costruito tante scatoline dove
riporre i fili in base al
colore e tah-dah! ecco il risultato:
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giovedì 26 maggio 2011
AIUUUTOOOOOOOOOOOOOOO!
giuro, non ho fatto niente io, non consapevolmente almeno, credo, non lo so, non so come ho fatto, nè come sia successo, ma...
DOV'E' ANDATO A FINIRE L'ELENCO DEI LETTORI FISSI DEL MIO BLOG?????
scusate, davvero non so come: stanotte ho postato la saponetta, stamattina ho riaperto per dare un'occhiatina e AAAARGH! non c'è più l'elenco!!!
e adesso che si fa?
vi ri-iscrivete, vero?
DOV'E' ANDATO A FINIRE L'ELENCO DEI LETTORI FISSI DEL MIO BLOG?????
scusate, davvero non so come: stanotte ho postato la saponetta, stamattina ho riaperto per dare un'occhiatina e AAAARGH! non c'è più l'elenco!!!
e adesso che si fa?
vi ri-iscrivete, vero?
giovedì 28 aprile 2011
COME FARSI VENIRE LA "FACCIA TOSTA": appendice 2
un titolo per questi altri appunti non ce l'ho, però vediamo se si può tirar fuori qualcosa.
dunque, finora abbiamo trattato delle regole base, del chiedere e dell'autoinvito. ma per dare una visione globale dell'argomento, ritengo sia fondamentale farvi notare che non è tutto-rose-e-fiori come io entusiasticamente non ho fatto altro che trasudare dalle righe dei post precedenti.
dovete sapere che, grazie al mio tatto non proprio diplomatico (non vi ho detto che sono un caterpillar?), alla capacità scarsissimamente sviluppata del capire al volo le situazioni, alla fondamentale insicurezza di base che mi porta ad approfondire ogni cosa per essere proprio sicura di aver capito bene, ho collezionato non solo figuracce ma anche ferite (che fanno ancora più male perchè praticamente autoinferte...).
vi dicevo che bisogna essere pronti anche a sentirsi dire di no, e con "no", intendo l'ampia categoria dei "non volevo" con tutte le declinazioni di tempo verbale note e meno note.
siccome non sono molto capace di astrarre, espongo per esempi e lascio a voi il compito di trarre le conclusioni.
mettetevi comode.
indietro anni fa, all'alba dei miei 14 anni, ho conosciuto un ragazzo che poi ho ferito. ridicolo tirarsi dietro una cosa vecchia così, forse sono troppo sensibile, non so, ma io ho sempre vivo il ricordo dei suoi occhi quando ho detto la fatidica frase e me ne sono andata. niente di romantico, state tranquille, solo che si è trattato di uno di quei momenti realmente autentici che - almeno a me - ti segnano. e con l'Altrametàdelcielo, allora? certo, anche con lui ci sono stati seri momenti di "nonvoglio-nonvolevo-nonavreivoluto-no..." ma, ed è la cosa bella, non finiscono lì, sono come dei gradini di una scala che si superano, sono capitoli chiusi, studiati e imparati, basi nuove per andare avanti. quella prima volta invece no, ho solo girato una pagina senza aspettare di arrivare in fondo a quel che c'era scritto. ed è stata la prima volta che mi sono accorta di avere una lingua più lunga della mia altezza e che il collegamento con il cervello va sempre prima verificato, perchè spesso la spina è staccata...
una volta, sguainato il mio magnifico sorriso per farmi invitare mi è stato risposto di no, in modo non proprio simpatico. ho apprezzato che non mi abbiano detto "un'altra volta", perchè la faccia da ho-succhiato-un-limone-acidissimo li avrebbe traditi, ma fattosta che da allora mai più ho osato prendermi certe confidenze con loro ("loro" sono un'appendice familiare) e i rapporti, già tiepidini, si sono raffreddati di più. parenti serpenti, si dice, però è difficile farsene una ragione...
poi ci sono quei momenti in cui bisognerebbe tirar fuori la lingua, aprire il libro e far scendere liberamente le cataratte: raro che io sia così tempista... così mi ritrovo a lamentarmi con me stessa perchè non ho colto l'occasione che mi veniva data così, su un piatto d'argento. qui direi che ci sta l'ampia gamma delle situazioni lavorative, dove magari, se avessi osato di più, qualcosa di meglio per me avrei ricavato.
che dire?
non si può vivere di rimpianti, e la vita è adesso, come diceva baglioni, per cui fatta la figura, incassato lo scorno, riempito un altro po' il bidone delle cose che vorremmo buttare via ma non si può, si guarda avanti e si cerca di fare tesoro dell'esperienza passata.
dunque, finora abbiamo trattato delle regole base, del chiedere e dell'autoinvito. ma per dare una visione globale dell'argomento, ritengo sia fondamentale farvi notare che non è tutto-rose-e-fiori come io entusiasticamente non ho fatto altro che trasudare dalle righe dei post precedenti.
dovete sapere che, grazie al mio tatto non proprio diplomatico (non vi ho detto che sono un caterpillar?), alla capacità scarsissimamente sviluppata del capire al volo le situazioni, alla fondamentale insicurezza di base che mi porta ad approfondire ogni cosa per essere proprio sicura di aver capito bene, ho collezionato non solo figuracce ma anche ferite (che fanno ancora più male perchè praticamente autoinferte...).
vi dicevo che bisogna essere pronti anche a sentirsi dire di no, e con "no", intendo l'ampia categoria dei "non volevo" con tutte le declinazioni di tempo verbale note e meno note.
siccome non sono molto capace di astrarre, espongo per esempi e lascio a voi il compito di trarre le conclusioni.
mettetevi comode.
indietro anni fa, all'alba dei miei 14 anni, ho conosciuto un ragazzo che poi ho ferito. ridicolo tirarsi dietro una cosa vecchia così, forse sono troppo sensibile, non so, ma io ho sempre vivo il ricordo dei suoi occhi quando ho detto la fatidica frase e me ne sono andata. niente di romantico, state tranquille, solo che si è trattato di uno di quei momenti realmente autentici che - almeno a me - ti segnano. e con l'Altrametàdelcielo, allora? certo, anche con lui ci sono stati seri momenti di "nonvoglio-nonvolevo-nonavreivoluto-no..." ma, ed è la cosa bella, non finiscono lì, sono come dei gradini di una scala che si superano, sono capitoli chiusi, studiati e imparati, basi nuove per andare avanti. quella prima volta invece no, ho solo girato una pagina senza aspettare di arrivare in fondo a quel che c'era scritto. ed è stata la prima volta che mi sono accorta di avere una lingua più lunga della mia altezza e che il collegamento con il cervello va sempre prima verificato, perchè spesso la spina è staccata...
una volta, sguainato il mio magnifico sorriso per farmi invitare mi è stato risposto di no, in modo non proprio simpatico. ho apprezzato che non mi abbiano detto "un'altra volta", perchè la faccia da ho-succhiato-un-limone-acidissimo li avrebbe traditi, ma fattosta che da allora mai più ho osato prendermi certe confidenze con loro ("loro" sono un'appendice familiare) e i rapporti, già tiepidini, si sono raffreddati di più. parenti serpenti, si dice, però è difficile farsene una ragione...
poi ci sono quei momenti in cui bisognerebbe tirar fuori la lingua, aprire il libro e far scendere liberamente le cataratte: raro che io sia così tempista... così mi ritrovo a lamentarmi con me stessa perchè non ho colto l'occasione che mi veniva data così, su un piatto d'argento. qui direi che ci sta l'ampia gamma delle situazioni lavorative, dove magari, se avessi osato di più, qualcosa di meglio per me avrei ricavato.
che dire?
non si può vivere di rimpianti, e la vita è adesso, come diceva baglioni, per cui fatta la figura, incassato lo scorno, riempito un altro po' il bidone delle cose che vorremmo buttare via ma non si può, si guarda avanti e si cerca di fare tesoro dell'esperienza passata.
martedì 2 novembre 2010
VI PIACE?
ciao
ho cambiato look!
non è che prima non mi piacesse, ma avevo poco spazio per scrivere i post e inserire le fotografie. ho tentato di allargare gli spazi, ma il modello che avevo scelto non lo permetteva, e così...
tah-dahn!
ok, la mise è un po' seriosa, ma poco alla volta conto di vivacizzarla un po'.
buona serata!
ho cambiato look!
non è che prima non mi piacesse, ma avevo poco spazio per scrivere i post e inserire le fotografie. ho tentato di allargare gli spazi, ma il modello che avevo scelto non lo permetteva, e così...
tah-dahn!
ok, la mise è un po' seriosa, ma poco alla volta conto di vivacizzarla un po'.
buona serata!
lunedì 3 maggio 2010
prima o poi capirò come funziona...
ciao a tutti...
ogni volta che mi metto a lavorare sul blog, scopro sempre di più la mia abissale ignoranza in materia... sono riuscita ad includermi nei lettori fissi del mio blog!
non so come ho fatto, io volevo solo entrare nella lista di un altro blog e...
chissà, che sia una segreta voglia che qualcun altro mi legga??
tra poco pubblicherò un post sul cartonaggio (ho una scatola in cantiere) e dedicherò qualche paginetta anche alle traversate dei laghi, che stanno per iniziare...
ogni volta che mi metto a lavorare sul blog, scopro sempre di più la mia abissale ignoranza in materia... sono riuscita ad includermi nei lettori fissi del mio blog!
non so come ho fatto, io volevo solo entrare nella lista di un altro blog e...
chissà, che sia una segreta voglia che qualcun altro mi legga??
tra poco pubblicherò un post sul cartonaggio (ho una scatola in cantiere) e dedicherò qualche paginetta anche alle traversate dei laghi, che stanno per iniziare...
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