domenica 27 gennaio 2013

imparaticcio

cos'è?
una tela ricamata che si chiama così perchè in sostanza veniva fatta per imparare i punti del ricamo.

da piccola di tanto in tanto ficcavo il naso e le mani in una vecchia scatola di latta nella quale mia mamma conserva pizzi, centrini e robe così e sempre rimanevo affascinata da un imparaticcio vecchio e impolverato, ricamato a punto croce, con alfabeti e numeri di stili diversi.
e fin qui, niente di che.
a renderlo interessante era la scritta centrale:

Noemi Manzato d'anni 6 l'anno 1878

d'anni 6, capito? sei! SEI!!
ma questa è una cosa che mi colpisce ora, non tanto quando avevo pressappoco la sua età, quando lo guardavo incantata.
mia mamma allora mi raccontava la storia - sospetto con l'intento neanche troppo velato di fornirmi un esempio di brava bambina alla quale ispirarmi - di quel ricamo: l'ha fatto una delle vecchie zie del nonno, quand'era piccola, così ha imparato a scrivere... e cose così, a metà via tra aneddoti da libro cuore e spaccato di vita italiana in pieno risorgimento. 
una mia ava, un pezzo di storia che potevo tenere tra le mie mani, uno scampolo di stoffa che parlava della nostra famiglia... wow!
anni più tardi ho convinto i miei a investire qualche soldo per farlo incorniciare e da allora è appeso alle pareti della mia camera prima e del nostro salotto ora.

un'altra zia l'ha visto e siccome sta per diventare nonna mi ha chiesto le fotografie perchè non è riuscita a trovare un alfabeto che le piacesse tanto quanto quelli ricamati da Noemi.
eccole qui:




















manca una foto d'insieme, lo so, ma essendo sottovetro non riesco a fotografarlo senza riflessi in modo da mostrarlo come si deve! mi spiace, ma appena qualcuno più abile di me verrà a trovarmi con la sua macchina fotografica e il cavo per trasferire le foto sul mio blog...
sapete già come funziona l'autoinvito, no? quindi, vi aspetto ;-) !

3 commenti:

vogliounamelablu ha detto...

l'ho sempre ammirato!
coi riflessi è una rogna, ma si può provare! ;-)

Carla ha detto...

Ciao, ti ho scoperto da Riuso Creativo e mi son subito fermata a sbirciare tra i tuoi post.
Per quanto riguarda questo in particolare devo dirti che hai fatto benissimo a farlo incorniciare perchè è davvero un documento (oltre che un ricordo) molto prezioso.
A casa ho dei piccoli centrini di mia mamma ricamati quando era una bimba, su cui vorrei fare un post, mooolto imperfetti (nessun a paragone con questo) ma che non butterò mai!
Mi sono iscritta per seguire le tue novità. un caro saluto Carla

chichi ha detto...

@ V1mb:
e allora, proviamoci!

@ Carla:
benvenuta!
già, la trisavola sapeva il fatto suo, non c'è che dire. per i tuoi centrini, ti propongo un'idea che anni fa ho visto in una rivista: farne un copriletto. avevano scelto una stoffa adatta, tipo un raso rosa antico, e sopra ci avevano cucito i centrini disposti ad arte e giocando così sulle trasparenze. l'idea mi ha sempre solleticato e la trovo un modo più simpatico di utilizzarli (se c'è una cosa che non sopporto sono i centrini sui mobili!); quando erediterò la vecchia scatola di latta, sta sicura che mi darò da fare!

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